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Professional Brand: perché è importante
Comunicare valori e differenze fa la differenza

Comunicare valori e differenze fa la differenza

La definizione che Wikipedia dà di “Personal branding”: “… è l'arte di vendere se stessi …”. Chi, più dei professionisti ha bisogno di fare branding? Non si deve confondere tra “professional brand” e chi è semplicemente famoso, conosciuto o molto visibile perché spesso questo non porta a nulla.
Il professional brand è un modo per rendere sé stesi più riconoscibili, significativamente riconoscibili, rispetto agli altri che operano nello stesso campo attraverso le idee, il modo di lavorare, le passioni e i valori difesi con la propria professionalità.
È come se fosse una garanzia di quello che si è e di quello che offriamo agli altri.
A chi serve il professional brand? Ai professionisti che sono:
• Persone interessate a dare
• Persone interessate a creare valore
• Persone che non vogliono mettersi in mostra, vogliono essere cercate.
La comunicazione è cambiata perché, adesso, la gente si parla: su Facebook, su Twitter, nei forum, via Skype, via chat … la comunicazione pubblicitaria istituzionale tipica non viene ascoltata, si ascolta ciò che ci diciamo tra di noi, il vissuto, l’esperienza personale, quello che è sempre stato chiamato “cliente” ora è diventato “opinionista”, colui che determina il successo, il posizionamento, l’acquisto.
L’utilizzo dello smartphone, per leggere la posta elettronica, è passato dal 4% del 2009 al 15% attuale e il 53% degli utilizzatori ritiene di non poterne più fare a meno. La fascia d’età che utilizza maggiormente la connessione mobile è quella compresa tra i 45 e i 54 anni, lo fa per motivi professionali, si fida maggiormente dei domini propri e il 59% fa acquisti. Riceve, in media, 7,5 newsletter aziendali al giorno che, dal 40% degli utenti, sono considerate fonte di informazione per decidere acquisti (fonte Contactlab).
Questo scenario stimola alcune riflessioni: cosa bisogna fare? Quali caratteristiche deve avere il professional brand per essere ricercato? 
Non serve essere presente in tutte le community, così come non serve avere un blog: sono strumenti che esigono notevole impegno di tempo e risorse. Il sito rappresenta lo strumento più facile da gestire purché sia dinamico, indicizzabile e intuitivo nell’utilizzo.
Dinamico perché può essere utile inserire news in tempo reale, la dinamicità premia l’indicizzazione e l’intuitività fidelizza l’utente.
Per esempio: alla domanda “come scegliere l’avvocato giusto?” la risposta più ricorrente sui Blog assomiglia molto a questa: “… un buon sistema per scegliere l’avvocato giusto è quello di evitarlo in assoluto, meglio rimetterci … € e rompersi anche una gamba ... alla fine il risultato è identico. … amen LASCIA PERDERE HAI GIA' VINTO”.
Eppure, sono molti gli studi legali che hanno il sito web, cosa comunicano?

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